Ciao a tutti!
Dopo aver passato due settimane ad Accra, la capitale, ad ambientarmi e raccogliere informazioni utili presso l’università locale, finalmente ho raggiunto Wiawso, capoluogo del quasi omonimo distretto in una regione boscosa dell’ovest del paese. In realtà me la meno da cittadino, ma non sono nella città di Wiawso, bensì a Kesekrom, uno dei tanti villaggetti dei sobborghi.
Il mio alloggio è veramente bello: si tratta della guesthouse presso cui alloggiano ospiti e personale di RC, una ong italiana. In questo momento non ci sono progetti in corso, quindi ho questa bellissima villetta con giardino tutta per me. Oddio, a volte viene un pò di solitudine, però non avevo mai avuto uno spazio così bello e grande tutto per me; se penso ai 9 metri quadrati della mia stanza di Nanterre, dove ho vissuto per un anno, in erasmus..
L’ambientamento è stato un pochino lento; diciamo che, grazie al personale locale di RC ho subito trovato un validissimo interprete con cui andare nei villaggi ad intervistare i capi e cominciato a conoscere un pò locali, anche se la vita di Kesekrom non offre grandissimi momenti di socializzazione.. il passatempo principale è la scacchiera di un vecchio, che organizza, in mezzo alla strada, grandi tornei di una specie di dama strana e apparentemente insensata; capirete che non ho avuto grande fortuna in questo gioco, anche se è stato utile per rompere un pò il ghiaccio con gli autoctoni. Dopo aver saggiato le mie scarse abilità damistiche, i kesekromesi, hanno, inoltre, voluto coinvolgermi in una battuta di caccia e lì ho scoperto che la selvaggina locale non sono cervi, daini, cinghiali o camosci, bensì “cattlebush”, ossia.. ratti! loro li considerano una prelibatezza, ma purtroppo o per fortuna, nella battuta cui ho partecipato il gustoso roditore, nonostante l’ingegnosa trappola da noi architettata, è riuscito a farla franca, con sommo disappunto di tutti. Appena se ne prende uno sono invitato, vedremo. Non sarà poi troppo diverso da un coniglio, immagino (e spero..).
Dopo essermi in qualche modo inserito nella comunità locale, è cominciata la mia ricerca. Al momento, mi sposto di villaggio in villaggio intervistando i capi e gli anziani del villaggio (che poi non sono mai troppo anziani, in verità) sui progetti di sviluppo. Per poter parlare con loro è d’obbligo donare al capo una bottiglia di liquore: all’inizio mi è stato detto che doveva necessariamente essere “Snapp”, un costosissimo Gin olandese che già mi stava facendo maledire questi maledetti sottosviluppati; con mio sommo sollievo, tuttavia, le avvinazzate autorità tradizionali (scherzi a parte, il liquore è per le libagioni, non per consumo personale) si accontentano anche di una più accessibile marca locale, che qui tutti, peraltro, assicurano essere squisita, vedremo.
C’è una grande varietà di capi, da quello giovane e un pò impacciato, al Vecchio Capo perfettamente aderente allo stereotipo del Vecchio Capo; finora il migliore è sicuramente uno che a tempo perso fa il tassista (o forse è un tassista che a tempo perso fa il capo, chissà..) e, dopo l’intervista, ha voluto a tutti i costi accompagnarci al villaggio successivo col suo taxi. Dico solo che era ubriaco fradicio, per ragioni ignote nell’intervista ha voluto fare a meno dell’interprete nonostante palesemente non capisse nulla (né dicesse cose che si potessero comprendere) e, faticosamente messo in moto il suo vecchio taxi, è partito a ottanta all’ora, sbraitando frasi incomprensibile, per una strada sterrata e devastata dalle piogge. Ho guardato l’interprete,seduto dietro, sperando che la sua flemma mi desse un pò di incoraggiamento, e quando ho visto anche lui attaccato a tutte le maniglie possibili con gli occhi sbarrati, ho capito che era lecito preoccuparsi. Inspiegabilmente siamo giunti a destinazione sani e salvi e alla fine, pur avendoci regalato più emozioni delle montagne russe di Gardaland non ci ha fatto pagare nulla, meglio di così.
Le conversazioni tendono ad essere un pò ripetitive e il lato spiacevole è che, nonostante gli dica in tutte le salse che io sono qui per fare una ricerca universitaria e punto, loro sono comunque convinti che dalla mia venuta possa nascere qualcosa di buono, così mi vengono sempre mostrati tutti i motivi di rimostranza col governo locale, dalla luce che non c’è, all’acqua potabile che in realtà è una pozzanghera melmosa, fino alla scuola che ha il tetto, ma non i muri, eccetera eccetera... Io annuisco, fotografo, e ripeto la mia filastrocca, sono solo uno studente e bla bla bla; se poi, per pura casualità, uno di questi giorni uno dei loro mille problemi verrà risolto, passerò alla storia come un eroe!
Curiosità incredibile: in un villaggeto particolarmente inutile e sperduto ho trovato, in terra, un volantino delle elezioni politiche italiane 2008.. “Fai una scelta di parte, vota la Sinistra l’Arcobaleno”. Una vera reliquia! ho avuto quasi un moto di commozione, chissà chi ce l’ha portato, e come (ma, soprattutto, perché??). Certo che è straordinario pensare che un altro di quei quattro pirla che, come me, ha votato (inutilmente) per quei quattro pirla sia passato di qua. Il destino.. L’ho guardato sorpreso, ho chiesto spiegazioni al mio interprete, che ovviamente non ne aveva, e poi l’ho ributtato nel fango, dove, in fondo, era giusto restasse.
Ho anche avuto il primo fraintendimento culturale di un certo livello di questo viaggio: invitato a pranzo da una signora ivoriana, mi è stato offerto ciò che lei ha definito un “aperitivo”. Non avevo una gran voglia di alcolici, dopo tutta la mattina a zonzo sotto il sole tropicale, a stomaco vuoto, stanco morto.. però, cavoli, solo per il fatto che in un posto così lontano dalle luci della civilità mi venisse proposto un baluardo di progresso come l’Aperitivo, mi sembrava scortese deluderla, così accetto convinto. “Chissà che cavolo mi porteranno”, mi domando, “basta che non sia un Negroni, che non voglio roba troppo forte”.. e mentre vago in questi pensieri da milanese all’estero, mi sento dire, “preferisci Vodka o Whisky?”. E prima di riuscire a realizzare, mi son trovato in mano un bicchiere pieno di Whisky sudafricano, l’ideale per stuzzicare l’appetito! Selvaggi..
E con questa chicca finale, vi saluto. Un abbraccio, a tutti
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2 comments:
Ciao colo! eccomi di ritorno definitivo dalla trasferta viennese/vacanza greca... ho letto i tuoi primi post e ora mi aspettano duri giorni di studio, perciò aspetto con ansia gli sviluppi per farmi due risate!
un abbraccio dalla vecchia milano
Anna
ciao colo! anch'io di ritorno dalle vacanze, mi godo le ferie sul lago...quando torni se ne hai voglia potresti fare anche qui un bello studio antropologico, studieresti dei primati, è nel tuo campo di ricerca?;-)!!
un abbraccio
ambra
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